Studi di settore…
20 06 2007Cerco di parlare il meno possibile di politica in questo blog, anche perché mi rendo conto di avere idee che a volte necessitano di una spiegazione, per non essere prese male e interpretate peggio…
Però questa polemica sugli studi di settore mi fa profondamente ridere, e anche molto incavolare…
In sostanza, e detto molto terra terra, se tu hai un’attività in proprio devi rispondere a questa specie di questionario, dichiarando praticamente tutto, dai consumi elettrici etc., e alla fine ottenere un risultato che è il tuo guadagno da quell’attività.
Questo risultato lo compari con quello che il governo ha previsto sia equo per il tuo tipo di attività.
Se dichiari di meno, e quindi dici che non è vero che quell’attività ti fa guadagnare quanto il governo pensa, scattano i controlli.
Cosa c’è che non va?
I guadagni previsti dal governo sono troppo alti…
E quindi? Partiranno i controlli se io ho dichiarato di meno, e quindi controlleranno quello che vogliono ma io tanto sono in regola…
Oppure no?
Ah, ecco il vero problema…
C’è uno strumento che ci permette di scovare gli evasori fiscali, personaggi che obbligano la gente onesta a pagare più tasse per coprire le loro evasioni, e non va bene, anzi, dovremmo adeguarlo affinchè scopra meno evasori…
Questo paese a volte penso si stia cercando di autodistruggere in tutti i modi…
E quando sento dire “si ma tu non capisci, in Italia rubano tutti, chi può ruba, con una legge del genere colpisci il piccolo commerciante che non fa lo scontrino…”
Posso anche capire, ma perchè il commerciante (che è secondo quel ragionamento un povero diavolo come me) non fa lo scontrino e io devo dichiarare fino all’ultimo centesimo di euro perché fatturo anche l’aria che respiro?
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